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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Valencia
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mwhqValencia (mwhgmwhwAFI: /baˈlenθja/ in mwiqcastigliano; in mwigvalenzano e ufficialmente mwiwValència /vaˈlensi.a/),cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] in italiano anche mwmqValenza,cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] è un mwogcomune spagnolo di mwow825 948 abitanti,cite-ref-9[9] mwqacapoluogo dell'mwqqomonima provincia e della mwqgComunità Valenciana.

Valencia è la mwraterza città del Paese per numero di abitanti dopo mwrqMadrid e mwrgBarcellona; sorge sul golfo che reca il suo nome, lungo la costa centro-orientale della mwrwSpagna e alla foce del mwsafiume Turia. Viene chiamata comunemente dai valenzani mwsqCap i Casal.

È stata proclamata mwswCapitale europea dello sport per il 2011 e mwtaCapitale verde europea per il 2024.

Contents

Clima
Storia
Media
Cucina
Turismo
Strade
Porti
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Presenta soprattutto un terreno pianeggiante con coste basse e sabbiose.

Clima

Valencia gode di un mwuwclima mediterraneo mite e umido. La temperatura media annuale è di 18,3mwva °C, con valori che oscillano dagli 11,9mwvq °C di gennaio ai 26,1mwvg °C di agosto. Le precipitazioni, con una media di 454mwvw mm all'anno, si concentrano nella stagione autunnale solitamente in modo intenso.cite-ref-10[10]

Origini del nome

I mwngRomani, che fondarono la città nel mwnwII secolo a.C., le diedero il nome mwoalatino mwoqValentia Edetanorum, da cui deriva "València".cite-ref-11[11]

Questo mwpwtoponimo significa "forza (o valore) nella terra degli mwqaEdetani", o semplicemente "forza degli Edentani", una tribù iberica insediata nella zona, riprendendo un uso già diffuso nell'mwqqItalia romana del mwqgII secolo a.C. di fondare mwqwcolonie con nomi legati alle virtù militari.cite-ref-12[12]

Sotto i mwsqMori fu nota come mwsgBalansiya. Tramite cambiamenti di suoni regolari è diventata quindi mwswValencia.

Attualmente viene ufficialmente riconosciuta la denominazione bilingue València/Valencia, che vale anche per la provincia omonima. Colloquialmente in valenciano la città è chiamata anche mwtqCap i Casal, ossia mwtgcapitale.

Storia

I Romani

mwugValentia Edetanorum venne fondata dai romani nel mwuw138 a.C., sotto il console mwvaDecimo Giunio Bruto Callaico, lungo la riva destra del mwvqfiume Turia, sul luogo di un antico insediamento mwvgiberico. Nel corso della guerra tra mwvwPompeo e mwwaSertorio (mwwq75 a.C.), la città fu distrutta e successivamente abbandonata per più di cinquant'anni. Solo a metà del mwwgI secolo d.C. la città rifiorì, grazie all'arrivo di nuovi abitanti dalle zone vicine, l'ampliamento urbano e la costruzione di grandi opere pubbliche.

Con la crisi dell'mwxaImpero romano nel mwxqIII secolo per Valencia iniziò un lungo periodo di decadenza. Il numero degli abitanti diminuì, interi quartieri si spopolarono e le infrastrutture pubbliche caddero in abbandono. A quel periodo si può far risalire la prima comunità mwxgcristiana a Valencia, che ebbe in mwxwsan Vincenzo martire, ucciso nel mwya304, la sua prima figura di riferimento. Fu proprio la Chiesa, nei secoli successivi, a riempire il vuoto di potere lasciato dall'impero, prendendo in mano l'amministrazione della città e dando impulso ad un parziale recupero urbano con la costruzione di templi cristiani sui ruderi di quelli romani.

I Visigoti

All'inizio del mwywV secolo cominciarono le invasioni dei mwzavisigoti nella mwzqpenisola iberica, che dominarono fino al mwzg711, quando furono cacciati dagli mwzwarabi. Nel periodo visigoto Valencia assunse importanza dal mw0a554 al mw0q625 quando, grazie alla sua posizione strategica, fu sede di contingenti militari e fortificazioni contro le truppe dell'mw0gImpero romano d'Oriente. Queste ultime erano riuscite infatti a portare la frontiera dell'Hispania mw0wbizantina fino a una ventina di chilometri a sud della città, a ridosso del fiume mw1aXúquer (Júcar).

Gli Arabi

Nel mw1w711 il regno dei visigoti venne schiacciato dall'invasione araba e berbera. Valencia, ovvero mw2aBalansiya (la denominazione in uso presso i musulmani) progressivamente assorbì gli usi, la lingua, la cultura e la religione dei suoi nuovi abitanti. Anche l'assetto urbanistico cambiò: fu costruito il palazzo della Rusàfa (che diede il nome a uno dei quartieri della città, riprendendo il nome d'una residenza califfale a mw2qDamasco), venne creata una prima cerniera di coltivazioni al di fuori della città (in corrispondenza dell'attuale mw2gbarrio del Carmen) e l'antica sede episcopale visigota fu convertita nella piazza della residenza del governatore (mw2wwālī), nominato dal califfo di mw3aCordova nel periodo del mw3qCaliffato di Cordova.

Valencia tornò in auge dopo la caduta degli mw3wOmayyadi di mw4aCordova nel mw4q1010, con la creazione di una propria mw4gmw4wtaifa o regno indipendente che si organizzò grazie a due liberti di mw5aAlmanzor (al-Mansūr Ibn Abī 'Āmir), il grande Reggente dell'ultimo periodo califfale. Dopo la morte del primo, Mubārak, il secondo (Muzaffar) fu cacciato dalla popolazione che chiamò alla guida del regno valenciano Labīb, anch'egli un affrancato di origine slava che si pose sotto la protezione del mw5qconte di Barcellona.

Nel corso delle agitate vicende che contrassegnarono per i musulmani la seconda metà dell'mw5wXI secolo, Valencia dovette difendersi dal sovrano mw6aFerdinando I di Castiglia, alleato per l'occasione al sovrano musulmano di mw6qToledo, al-Mà'mūn ibn Dhū l-Nūn che riuscì però a detronizzare il giovane sovrano valenciano 'Abd al-Malik ibn 'Abd al-'Azīz, detto al-Muzaffar (il Trionfatore).

Dopo un periodo in cui Valencia fu governata dai signori musulmani di Toledo, la città cadde sotto il controllo del mw7are di Castiglia mw7qAlfonso VI nel mw7g1085. La città in tutto questo periodo si ampliò e fu necessario costruire una nuova cinta muraria. Nel mw7w1094 Rodrigo Díaz de Vivar, detto mw8aEl Cid, conquistò Valencia (la sua vittoria venne immortalata nel poema mw8qmw8gCantar de mio Cid), ma la città ritornò ancora una volta sotto controllo musulmano quando, nel mw8w1102, l'arrivo dei mw9aberberi mw9qAlmoravidi dal Nordafrica mutò ancora gli equilibri istituzionali del regno, con la conquista di Valencia, abbandonata dalla vedova di El Cid, mw9gJimena, dopo essere stata data alle fiamme. Fino a metà del mw9wXII secolo Valencia fu retta da governatori almoravidi e, dopo un breve periodo in cui la città recuperò una sua autonomia legando la sua sorte a quella di mw-aMurcia, Valencia si pose per 4 anni sotto la sovranità di mw-qIbn Mardanīsh prima di ribellarsi a lui. Con l'arrivo dal mw-gmaghreb dei soldati mw-wberberi musulmani degli mw-aAlmohadi verso il mw-q1172, Valencia perse di nuovo la sua indipendenza fino al 28 settembre mw-g1238 allorché la città cadde definitivamente nelle mani del re mw-waragonese mwaqaGiacomo I d'Aragona entrando definitivamente a far parte dei suoi domini.

Il Regno di Valencia

Re mwaqqGiacomo I d'Aragona conquistò la città nel mwaqu1238, sconfiggendone il governatore mwaqyZayyan ibn Mardanish, e la incorporò nell'appena costituito mwaqcRegno di Valencia, uno dei regni che formavano la mwaqgCorona d'Aragona. Dopo cinque secoli finiva così la dominazione araba, e gli abitanti musulmani furono presto espulsi dalla città. Il Re promulgò nuove leggi per la città, note come mwaqkels Furs, che in seguito vennero estese a tutto il regno.

Dopo, nel mwaqssecolo XIV/mwaqwXV, il re diede alla città una nuova bandiera: quattro sottili bande rosse orizzontali su campo giallo con a sinistra un'ornata banda verticale azzurra. Il drappo rappresentava l'mwaq0Aragona (la cui bandiera era formata da quattro strisce rosse verticali su campo giallo) che raggiungeva il mare. La punta dell'asta della bandiera era decorata con un mwaq4pipistrello (mwaq8rat penat), simbolo del regno, che sarebbe poi stato aggiunto, a partire dal mwaraXVI secolo, allo stemma della città.

Il XIV secolo fu abbastanza travagliato per Valencia. La mwaripeste nera del mwarm1348 e le successive epidemie ne dimezzarono la popolazione. Venne costruita una nuova cinta muraria per difendersi dagli attacchi dei mwarqcastigliani, che vennero respinti per due volte, nel mwaru1363 e nel mwary1364. Come riconoscimento, il re concesse alla città il titolo di mwarcdos veces leal ("due volte leale"), rappresentato dalla due L che tuttora campeggiano nello stemma cittadino. Nel mwarg1391, in seguito ad un tumulto popolare, gli mwarkebrei che vivevano in città furono cacciati o costretti a convertirsi forzatamente al cristianesimo.

Il Secolo d'Oro

A un periodo così negativo seguì uno straordinario rinascimento economico e culturale, al punto che il mwasiXV secolo è chiamato "il secolo d'oro valenciano".

Grazie al suo porto sul Mediterraneo, Valencia divenne uno dei principali centri commerciali d'mwasqEuropa. Già dal mwasu1283 era attivo il mwasyConsolat de Mar, istituzione mercantile che regolava il commercio marittimo. Nel mwasc1408 venne creata anche la mwasgTaula de Canvis i Deposits, una banca municipale destinata a finanziare le attività mercantili. Furono i banchieri valenciani a prestare denaro a mwaskIsabella di Castiglia per il viaggio di mwasoCristoforo Colombo del mwass1492. La Lonja de la Seda ("mwaswLoggia della Seta"), mwas0edificio gotico destinato alle contrattazioni mercantili, venne costruita alla fine del secolo; il monumento, simbolo del potere e del prestigio di Valencia in quell'epoca, è stato inserito dall'mwas4UNESCO nella lista dei mwas8patrimoni dell'umanità.

Lo sviluppo economico favorì le arti e la cultura. A Valencia si trovava la prima pressa da stampa della mwatepenisola iberica; nel mwati1478 venne stampata la prima Bibbia in una mwatmlingua neolatina, attribuita a mwatqBonifaci Ferrer. Lo scrittore mwatuJoanot Martorell, autore di mwatymwatcTirant lo Blanch, ed il poeta mwatgAusiàs March furono famosi valenciani dell'epoca. La città si arricchì di monumenti: oltre alla Lonja, risalgono a quel periodo il mwatkmwatoMicalet (il campanile della mwatscattedrale di Santa Maria) e le mwatwmwat0Torres dels Serrans.

L'Età moderna

Ironia della sorte, la spedizione di Colombo finanziata dai capitali valenciani determinò la fine del periodo d'oro della città. Con la mwauascoperta dell'America l'asse del commercio mondiale si spostò dal Mediterraneo all'mwaueOceano Atlantico. Valencia rimase fuori dalle principali rotte internazionali, e l'attività mercantile si contrasse notevolmente.

La città perse di importanza economica e culturale. Nei due secoli seguenti passò vicende storiche analoghe a quelle di altre città spagnole: l'mwaumInquisizione, la mwauqControriforma, il processo di mwauucastiglianizzazione, l'espulsione degli ultimi ebrei e arabi, le crescenti proteste popolari contro la monarchia e la nobiltà.

Durante la mwaucguerra di successione spagnola, Valencia si schierò con mwaugCarlo d'Austria. Dopo la vittoria dei mwaukBorboni nella mwauobattaglia di Almansa il 25 aprile mwaus1707, la città ed il regno persero i privilegi (mwauwels Furs) concessi quattro secoli prima da Giacomo I d'Aragona e dovette accettare le leggi e gli usi della mwau0Castiglia.

Nel mwau8XVIII secolo ci fu una ripresa economica legata alle attività manifatturiere, in particolare l'mwavaindustria tessile della mwaveseta che, secondo fonti dell'epoca, dava lavoro (anche grazie all'indotto) a più di 25.000 persone. Il porto rimaneva però in disuso, al punto che le sete prodotte a Valencia venivano trasportate via terra fino a mwaviCadice, dove poi venivano imbarcate ed esportate nel resto del mondo.

Dopo lo sconvolgimento della mwavqRivoluzione francese, e l'insurrezione popolare di mwavuMadrid del 2 maggio mwavy1808, anche i valenciani presero le armi e si sollevarono il 23 maggio mwavc1808. Resistettero per due volte agli assalti delle truppe di mwavgNapoleone, ma al mwavkterzo attacco, il 9 gennaio mwavo1812, i francesi riuscirono ad entrare in città. Se ne andarono un anno dopo.

Il re mwavwFerdinando VII rientrò in Spagna nel mwav01814 proprio da Valencia, e ripristinò la mwav4monarchia assoluta. Seguì un periodo di forti conflitti tra opposte fazioni in tutta la Spagna. A Valencia il rappresentante del re venne incarcerato e giustiziato nel mwav81820 all'inizio del cosiddetto "triennio liberale", a cui seguì dal mwawa1823 al mwawe1833 un decennio di restaurazione e repressione.

La morte di Fernando VIII nel 1833 pose fine alla monarchia assoluta. Si aprì così un'epoca di grandi cambiamenti per tutta la Spagna, quindi anche a Valencia, con la riforma delle cariche pubbliche e dell'amministrazione statale e locale. Grazie anche all'economia fiorente, la popolazione raddoppiò e la città si espanse, incorporando i paesi della periferia. Vennero realizzate importanti infrastrutture, tra cui la rete dell'acqua potabile nel mwawm1850 e della corrente elettrica nel mwawq1882. Nel mwawu1865 vennero abbattute le antiche mura cittadine, e cominciò l'urbanizzazione delle zone a ovest e a sud del centro storico. Fu creato il quartiere mwawymodernista dellmwawc'mwawgEnsanche o mwawkmwawoEixample. Nella seconda metà del secolo nacque un movimento di riscoperta della lingua e delle tradizioni valenciane, detto mwawsmwawwRenaixença.

Il XX secolo

Il mwaxsboom edilizio continuò nei primi decenni del secolo successivo. Vennero costruiti il mwaxwMercato centrale e il mwax0Mercado de Colón; nel mwax41921 venne terminata la stazione ferroviaria detta mwax8mwayaEstación del Norte. L'economia fiorente si basava principalmente sull'agricoltura (soprattutto agrumi, esportati in tutto il mondo), sulla metallurgia e sull'industria di lavorazione del mwayelegno.

Nel novembre mwaym1936, dopo la caduta di mwayqMadrid nella mwayuguerra civile spagnola, la capitale della Repubblica venne spostata a Valencia. La città soffrì per oltre due anni il blocco e l'assedio delle forze di mwayyFrancisco Franco, che entrarono in città il 30 marzo mwayc1939. Il periodo postbellico fu duro per i valenciani, a cui il regime tolse anche la libertà linguistica: parlare o insegnare il valenciano era proibito, usare tale lingua era un mwaygreato.

Il 14 ottobre mwayo1957 il fiume Turia straripò, uccidendo molti valenciani in quella che viene considerata la peggiore alluvione della storia della città fino a quel momento. In seguito il fiume venne deviato lungo un corso alternativo a sud dalla città, fuori dal centro storico; il vecchio letto asciutto venne convertito in un parco, i Giardini del Turia, che attraversano la città e sono una delle sue principali attrattive.

Dopo la morte di Franco nel mwayw1975 e l'approvazione della mway0Costituzione spagnola nel mway41978, venne riconosciuta alla mway8Comunità Valenciana, di cui Valencia è capoluogo, lo statuto di autonomia.

Tra la fine del XX secolo e l'inizio del mwazeXXI secolo a Valencia sono stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici, che hanno trasformato ulteriormente la città. Il più imponente è la mwaziCittà delle Arti e delle Scienze, un nuovo quartiere a sud est del centro progettato dall'architetto valenciano mwazmSantiago Calatrava.

Sempre nel XXI secolo ricordiamo l'mwazualluvione di Valencia del 29 ottobre 2024. Essa ha causato almeno 229 morti e 7 dispersi in pochi giorni. È stato un evento eccezionale che ha provocato devastazione e morti.cite-ref-13[13]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwabgCattedrale di Valencia; consacrata nel 1238 dopo la mwabkReconquista, è dedicata all'mwaboAssunzione di Maria e venne costruita sull'antica moschea di Balansiya.
• mwabwBasilica della Vergine degli Abbandonati (mwab0basílica de la Virgen de los Desamparados); è dedicata alla Madonna degli Abbandonati, patrona di Valencia e dell'antico mwab4Regno di Valenciacite-ref-14[14].
• mwacqChiesa di Santa Caterina (mwacuiglesia de Santa Catalina); costruita su una moschea precedente, acquisì il rango di parrocchia nel 1245cite-ref-15[15].
• mwacsChiesa di San Giovanni dell'Ospedale (mwacwiglesia de San Juan del Hospital), costruita nel XIII secolo dai mwac0Cavalieri ospitalieri.
• mwac8Chiesa dei Santi Giovanni (mwadaiglesia de los Santos Juanes); dedicata a mwadesan Giovanni Battista e mwadisan Giovanni evangelista, fu costruita su una moschea esistente prima del 1240cite-ref-16[16].
• mwadgChiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire (mwadkiglesia de San Nicolás de Bari y San Pedro Mártir de Valencia); edificata nel 1242 dopo la riconquista di Jaime I, questa parrocchia è famosa per gli affreschi barocchi di mwadoAntonio Palomino, finiti di restaurare nel 2016cite-ref-17[17].
• mwaeaMonastero di San Miguel de los Reyes; è stato fondato nel XVI secolo da mwaeeFerdinando d'Aragona su un antico monastero mwaeicistercense.

Architetture civili

• La mwaeyLoggia della Seta, dichiarata mwaecPatrimonio dell'umanità dall'mwaegUNESCO, è certamente una delle principali attrazioni di Valencia. In mwaekstile gotico, fu costruita nel 1469, anche se i lavori continuarono poi fino al mwaeoXVI secolo.cite-ref-18[18]
• mwafaPlaza de toros; costruita in stile neoclassico tra il 1850 e il 1860, è un'arena che si ispira agli anfiteatri romani come anche il mwafiColosseo.
• mwafqmwafuPalau de la Generalitat Valenciana; del mwafyXV secolo e in stile mwafcgotico valenzano, è ora sede del governo della mwafgComunità Valenciana.
• mwafomwafsPalacio del Marqués de Dos Aguas; in stile mwafwrococò, fu costruito attorno al 1740, ed è ora la sede del Museo della Ceramica González Martí.
• mwaf4Casa consistorial; sede del consiglio comunale, fu costruita in mwagastile neoclassico tra il 1758 e il 1763.
• mwagiPortale della Valldigna, portale del mwagm1400 che separava la città cristiana da quella moresca.
• mwagkmwagoL'Hemisfèric
• mwag8mwahaL'Umbracle
• mwahimwahmPont de l'Exposició
• mwahgParotet

Architetture militari

• mwahwTorres dels Serrans; una delle dodici porte di Valencia, in stile mwah0gotico valenzano. Con la mwah4Torres de Quart è l'unica porta ancora esistente dopo l'abbattimento delle mura avvenuto nel 1865.

Aree naturali


Società

Evoluzione demografica

Al censimento del 2008 Valencia aveva una popolazione di poco superiore agli 800 000 abitanti; considerando la sua area metropolitana invece la popolazione è di 1 730 853 abitanti.cite-ref-19[19] Abitanti censiti

Lingue e dialetti

Nella città sono mwaiwufficiali due mwai0lingue, il mwai4castigliano (o spagnolo) e il mwai8valenciano, che è il nome storico e ufficiale utilizzato dalla mwajaComunità Valenciana per indicare il mwajecatalano. La distinzione tra valenciano e catalano è meramente politica: infatti secondo l'mwajiAccademia della Lingua Catalana il valenciano è una mwajmvarietà del catalano strettamente imparentata alle parlate occidentali (della mwajqprovincia di Lleida e della parte meridionale di quella di mwajuTarragona) di tale lingua, mentre secondo l'mwajyAcadèmia Valenciana de la Llengua, il catalano sarebbe nato cronologicamente dopo il valenciano. Non si sa con certezza quale dei due idiomi sia nato prima, ma hanno una forte somiglianza. A causa della pressione politica e demografica del passato, il castigliano è predominante, ad eccezione delle zone circostanti l'area metropolitana della mwajcprovincia di Valencia dove è parlato regolarmente il valenciano. Nonostante ciò, il governo locale incoraggia l'uso della lingua locale. Ad esempio, tutti i cartelli nella mwajgmetropolitana (gestita dalla mwajkFerrocarrils de la Generalitat Valenciana) sono scritti in valenciano, con la traduzione in castigliano scritta sotto, nelle scuole di Valencia il valenciano è insegnato regolarmente a tutti i bambini fin da piccoli.

Cultura

Valencia è famosa per mwajwLas Fallas (mwaj0Les Falles, in valenciano): una festa popolare che si celebra in onore a San Giuseppe tra il 15 ed il 19 marzo, per la mwaj4mwaj8paella valenciana, per lmwaka'mwakemwakihorchata de chufa (in valenciano "orxata") e per la mwakmCittà delle arti e delle scienze.

Inoltre, a Valencia ha luogo ogni anno il prestigioso mwakuCertamen Internacional de Bandas de Música Ciudad de Valencia, una manifestazione (mwaky1886) considerata dagli esperti, il più prestigioso concorso per orchestre di mwakcfiati dopo il mwakgWorld Music Contest di mwakkKerkrade (mwakoPaesi Bassi).

Lo scrittore valenciano mwakwVicente Blasco Ibáñez raccontò la città e il suo circondario in cinque romanzi: mwak0Arroz y tartana (1894), mwak4Flor de Mayo (1895), mwak8La barraca (1899), mwalaEntre naranjos (1900), mwaleCañas y barro (1902).

Istruzione

Università

A Valencia esistono due università pubbliche. La storica mwaluUniversitat de València (UV), fondata nel 1499 col nome di mwalyEstudi general, ha tre campus principali ed è molto attiva in quasi tutti i campi del sapere. La si indica spesso col nome di "Universidad Literaria" per distinguerla dalla più recente mwalcUniversidad Politécnica de Valencia (UPV), creata nel 1968 e più legata alla scienza e la tecnologia. Esistono, inoltre, due università private, la Universidad Católica de Valencia e la Universidad Europea de Valencia, inaugurate rispettivamente nel 2003 e nel 2007) e una sede della UNED Universidad Nacional de Educación a Distancia).

Un'altra università che ha sede a Valencia è la privata mwalkUniversità CEU Cardenal Herrera (CEU) fondata nel 1999.

La città ha inoltre una mwalsEscuela Oficial de Idiomas, un Conservatorio Superiore di Musica e un Conservatorio Superiore di Danza. Valencia, infine, è sede di un campus della Berklee School of Music ed è sede principale di Musikeon, istituzione di riferimento per la formazione musicale specializzata nel mondo di lingua spagnola.

Musei

Valencia conta una cinquantina tra musei e sale espositive.

• Centre del Carme - mwamiMuseo di belle arti di Valencia;
• MUVIM, Museo valenciano dell'illuminismo e modernità;
• Museo della storia di Valencia;
• Colegio del Arte Mayor de la Seda;
• Museo Nazionale della ceramica e dell'arte statuaria González Martí.

Media

Radio

• mwanyRadio Klara, con il suo motto "Lliure i llibertària" (libera e mwanclibertaria) è una mwangradio gratuita collegata alla Community Media Network (ReMC).

Stampa

I due principali quotidiani della città sono mwansmwanwLevante-EMV, fondato nel mwan01872, e mwan4Las Provincias, fondato nel mwaoa1886.

Cucina

Il piatto più noto della cucina valenzana è la mwaokpaella. Si tratta di una preparazione a base di mwaooriso, mwaoszafferano e mwaowolio di oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, detto in mwao0valenzano mwao4paellero. Questo piatto, che internazionalmente viene associato alla mwao8cucina spagnola, è originario proprio di Valencia, e si è diffuso nel resto della Spagna solo a partire dalla fine del mwapaXIX secolo. Ne esistono ormai numerose varianti, ma la ricetta tradizionale, che ha preso il nome di "paella alla valenciana", è condita con carne (mwapepollo e mwapiconiglio, costine di maiale e polpettine di carne con pinoli) e verdure (principalmente mwapmpomodoro, taccole e peperoni). Nella versione tradizionale vengono usate anche le lumache.

Altre varianti della tipica paella sono lmwapu'mwapymwapcarròs a banda, piatto tipico dell'mwapgAlbufera (laguna a sud di Valencia) da mangiare accompagnata con la salsa mwapkaioli, e la mwapomwapsfideuà, paella fatta con la pasta tipo gramigna e pesce (si racconta che la fideuà sia nata perché alcuni pescatori andati al largo a pescare, all'ora di pranzo decisero di preparare una paella, ma accortisi che non avevano con sé il riso, decisero di prepararla con ciò che avevano: la gramigna).

Un'altra specialità tipica di Valencia è l'mwap8horchata, una bevanda rinfrescante preparata con mwaqaacqua, mwaqezucchero e mwaqichufa, un tubercolo di una pianta, il mwaqmcyperus esculentus, diffusa nella piana di Valencia. Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di mwaqqmwaqufarton, "brioche" tipiche di forma allungata. Viene servita nella maggior parte dei bar, nei chioschi ambulanti, nonché in locali dedicati detti appunto mwaqyhorchaterías.

Esiste anche l'mwaqgagua de Valencia, che letteralmente significa "acqua di Valencia", in realtà è un mwaqkcocktail a base di succo d'mwaqoarancia, mwaqscava (lo mwaqwspumante spagnolo), gin e mwaq0vodka.

Geografia antropica

Suddivisioni amministrative

La città è divisa in mwaridiciannove distretti, e ogni distretto al suo interno è diviso a sua volta in numerosi quartieri (barrios e pedanías).cite-ref-20[20]

| Cartina dei distretti | Distretti di Valencia |
|---|---|
| | Ciutat Vella |
| | Eixample |
| | Extramurs |
| | Campanar |
| | La Zaidía |
| | ElPla del Real |
| | L'Olivereta |
| | Patraix |
| | Jesús |
| | Quatre Carreres |
| | Poblados Marítimos |
| | Camins al Grau |
| | Algirós |
| | Benimaclet |
| | Rascaña |
| | Benicalap |
| | Poblados del Norte |
| | Poblados del Oeste |
| | Poblados del Sur |

Economia

Tra la fine del mwaxmXIX secolo e per quasi tutto il mwaxqXX secolo, la città è stata la sede di aziende attive nei mwaxusettori della mwaxymetallurgia, la mwaxcceramica e la produzione di mobili. Una rigida pianificazione urbanistica fece in modo di decentralizzare le attività produttive e industriali nelle città dellmwaxg'mwaxkmwaxohinterland, che conobbero un notevole sviluppo economico e demografico: mwaxsManises nel settore ceramico, mwaxwBenetússer e mwax0Alfafar nel settore dell'arredamento, o mwax4Paterna, con la nascita dell'area edificabile di Fuente del Jarro.cite-ref-21[21]

I critici sostengono che questa legislazione (concepita, in teoria, per proteggere il terreno rurale) viene abusata a favore di un grande sviluppo urbano e industriale. Il Comitato delle Petizioni dell'mwayqUnione europea ha prodotto nel 2004 una relazione sulla questione, sostenendo che il governo valenciano stava infrangendo dei diritti basilari europei. Gli ambasciatori degli stati membri dell'UE, in rappresentanza dei loro cittadini, hanno protestato con le autorità spagnole e la questione è stata deferita alla mwayuCorte europea dei diritti dell'uomo. L'ampia copertura del caso offerta dai media esteri minaccia la locale industria del "turismo residenziale".

Valencia ha goduto di una forte crescita economica nell'ultimo decennio, dovuta in gran parte a turismo e costruzioni, secondo un modello di sviluppo che ha portato all'occupazione con edifici di molte aree rurali. Inoltre, l'implementazione della Legge regolatrice della attività urbanistica (LRAU) da parte del governo di Valencia, è stata altamente controversa per i meccanismi espropriativi che metteva in opera. La questione fu oggetto di uno scottante documentario trasmesso nel 2005 dal secondo canale televisivo nazionale (mwaysTVE2).

Negli anni Duemila, turismo, agricoltura, vino e industria dei pellami e delle calzature rappresentavano le più importanti risorse di Valencia. Forte è inoltre il rapporto tra imprese e università. I prodotti agricoli prevalenti sono gli agrumi, mentre i principali distretti industriali riguardavano le raffinerie.

Al 2011, un totale di 3.973 ettari di terreno erano destinati alla coltivazione del frutteto,cite-ref-22[22] un'area ridotta dalle esigenze di espansione del porto e della sua zona franca, del sviluppo urbano, la costruzione del nuovo Hospital de la Fe o delle strade intorno alla cintura cittadina.cite-ref-23[23] Il porto e la ferrovia forniscono un'opportunità di trasporto veloce delle merci deperibili dalle campagne al mercato all'ingrosso di Mercavalencia.

La concorrenza dei Paesi del mwazcterzo mondo non ha messo a rischio la continuità di un'industria tessile antica e rinomata in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti, in particolare per la lavorazione della mwazgseta. Oltre a grandi catene di supermercati e ipermercati,cite-ref-24[24] la città ospita i seguenti mercati: mwaz0Mercado de Colón, il mercato Ruzafa, il mercato Benicalap, il mercato Algirós, il mercato Castilla, il mercato Cabanyal e il mercato di Torrefiel, unitamente alle vie dei negozi di abbigliamento in Calle Colón e dei prodotti tecnologici in Calle Islas Canarias.

Turismo

Agli inizi del XX secolo, fra i ceti della media e alta borghesia si diffuse l'abitudine di costruire una seconda casa o delle vere e proprie spa nelle località di Malvarrosa e Cabañal, di cui furono un noto esempio il poeta mwa0uBlasco Ibáñez col suo mwa0yentourage di artisti e filosofi. Alla fine della mwa0cguerra civile spagnola, le vecchie spiagge dei pescatori furono convertiti in centri turistici con un'offerta di alloggi e servizi balneari. Ciò determinò il primo passaggio da un turismo d'élite a un turismo di massa.

Il mwa0kboom vero e proprio, tuttavia, si ebbe a cavallo tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI, con l'attrattiva internazionale dell'mwa0oAmerica's Cup e del mwa0sGran Premio d'Europa di Formula 1 svoltisi nel mwa0wCircuito urbano di Valencia,cite-ref-turismo-25-0[25] con la costruzione del mwa1eBioparc Valencia, del Palazzo della Musica e di quello dei congressi, nonché della mwa1iCittà delle Arti e delle Scienze.

Il Palazzo dei Congressi, progettato dall'architetto inglese mwa1gNorman Foster, fu inaugurato dai re di Spagna nel 1998 e si estende su una superficie di 15.581 m², dotata di tre auditorium e sale conferenze, nove sale commissioni e una sala espositiva di 1.077 m².cite-ref-26[26] Il complesso fu concepito come un centro polivalente atto ad ospitare tutti i tipi di eventi e convegni, sia nazionali che internazionali, in particolare grandi congressi e conferenze. Il tetto di 8.200 m² dell'edificio si distingue per la presenza di pannelli fotovoltaici ed è supportato da pilastri in vetro, pietra e alabastro, con un baldacchino alto diciotto metri. Dalla sua apertura nel 1998 al 2011, il Palacio de Congresos ha ospitato oltre 2.000 eventi ai quali hanno partecipato più di 1,5 milioni di persone, con una ricaduta sul tessuto economico locale pari a più di 700 milioni di euro. Nel 2010 è stato premiato con il massimo riconoscimento dell'International Association of Congress Palaces.cite-ref-27[27]

La Feria Muestrario Internacional de Valencia è il più antico soggetto organizzatore di eventi fieristici di tutta la Spagna. Fondata nel 1917, ha sede nel quartiere di mwa2qBenimámet, che l'architetto José María Tomás Llavador ha ristrutturato ed esteso fino a portarlo ad essere la quarta sede fieristica più grande del mondo, che annualmente organizza più di cento eventi, fiere e mostre, che lo rendono un punto di riferimento a livello europeo. Gli eventi afferiscono ai settori dell'agricoltura, dei prodotti alimentari, dell'arredamento, del turismo, della formazione e del lavoro. Nel 2010 Feria Valencia ha registrato oltre un milione e trecentomila visitatori da tutto il mondo e più di dodicimila espositori -diretti e rappresentanti- hanno partecipato ai suoi concorsi, con un giro d'affari stimabile tra i 700 e gli 800 milioni di euro all'anno per Feria Valencia e il suo indotto.cite-ref-28[28]

Infrastrutture e trasporti

I trasporti pubblici sono forniti dalla mwa2sFerrocarrils de la Generalitat Valenciana (FGV) che opera con la mwa2wmetropolitana di Valencia (6 linee miste) e altri servizi di mwa20treni, tram e autobus. L'mwa24Aeroporto di Valencia è situato a 9mwa28 km a ovest dalla periferia di Valencia raggiungibile con la metro 3 e 5. In centro alla città è presente la mwa3astazione ferroviaria del nord, capolinea delle mwa3eCercanías di Valencia.

La città è collegata con l'Alta Velocità mwa3mAVE di mwa3qRenfe a mwa3uBarcellona e mwa3yMadrid direttamente dalla nuova stazione Joaquin Sorolla inaugurata recentemente.

Strade

Valencia è collegata a mwa3kMadrid tramite l'mwa3oautovía A-3 e a mwa3sBarcellona attraverso l'mwa3wautopista AP-7, che collega tutte le maggiori città della costa mediterranea spagnola. La città, servita da un articolato sistema di mwa30circonvallazioni, come la By-pass, la V-30, che unisce l'mwa34A-7 con il porto cittadino, o la CV-30 che percorre l'area a nord del capoluogo. Altre autostrade e superstrade che raggiungono al città sono la V-21, V-31, V-15/CV-500, la CV-35 o la CV-36.

Ferrovie

La città ha cinque stazioni ferroviarie di cui quattro sono locali e una per tratte di media percorrenza: mwa4yValencia-Nord, Valencia-Fuente de San Luis, Valencia-Cabañal, Valencia-San Isidro e Valencia Joaquín-Sorolla.cite-ref-29[29] Quest'ultima è una stazione provvisoria per la nuova linea ad alta velocitàcite-ref-30[30] che collega la città con mwa48Madrid, mwa5aCuenca e mwa5eAlbacete, che si trova in Calle San Vicente, non distante dalla stazione nord.

Il progetto dell'alta velocità dell'mwa5mAVE prevede l'attraversamento di Valencia con un tunnel a tre corsie (due per i treni AV e una per i pendolari), che passerà sotto il tracciato ferroviario in corrispondenza delle stazioni di Germanías e Marqués del Turia, e che sarà interconnesso alle stazioni dei pendolari di Avenida de Aragón e di mwa5qCampus Tarongers.

Valencia ha un proprio hub per il trasporto dei pendolari, che è composto da sei linee che collegano Valencia con mwa5yGandia, mwa5cMogente, mwa5gUtiel, mwa5kXirivella, mwa5oCaudiel e mwa5sCastellón de la Plana. Quattro di esse comunicano con altrettante tratte a media e lunga distanza che collegano Valencia con mwa5wMadrid, mwa50Barcellona, mwa54Albacete e mwa58Saragozza.cite-ref-31[31]

| Linea | Percorso | km |
|---|---|---|
| | València-Nord - Gandia / Platja i Grau de Gandia | 62 |
| | València-Nord - Xàtiva - Moixent | 80 |
| | València-Nord - Buñol - Utiel | 84 |
| | València-Sant Isidre - Xirivella-l'Alter | 2 |
| | València-Nord - Caudiel | 72 |
| | València-Nord - Castelló de la Plana | 70 |

Porti

L'autorità portuale Valenciaport gestisce i porti di Valencia, Sagunto e Gandia. Nel 2004 il porto di Valencia aveva una superficie totale superiore a quattro milioni di metri quadrati, di cui 2,13 erano destinati allo stoccaggio e 0.778 mln alle strade, con un'offerta di 9.637 metri di ormeggio distribuiti in sedici moli e due banchine.

Con una movimentazione di 64 milioni di tonnellate e un incremento del 10,81% sull'anno precedente, il sistema portuale di Valencia si è confermato nel 2010 come il più importante scalo merci del Mediterraneo occidentale per quanto riguarda il traffico di mwa9wcontainer, in termini di volumi di attraversamento. Secondo fonti del mwa90Ministero dello sviluppo,cite-ref-apdv-32-0[32] dal 2006 il porto di Valencia è il primo porto spagnolo nel traffico di container, il quinto in Europa e uno dei primi cinquanta al mondo.

Mentre la Logistics Activities Zone (ZAL) di Valencia è un centro logistico multimodale di stoccaggio della merce marittima,cite-ref-zal-33-0[33] che ospita le sedi operative e amministrative di varie che traggono profitto dalle sinergie con l'ampia rete stradale e ferroviaria, collegate al resto della Spagna.

Il Terminal passeggeri del porto di Valencia è gestito dalla compagnia di navigazione Acciona Trasmediterránea e offre servizi di supporto ai proprietari di navi da crociera, quali: assistenza all'equipaggio, passerelle di accesso diretto alle navi, parcheggio passeggeri, negozi di articoli da regalo, mwa-gmwa-kduty free, oltre a linee regolari da e per mwa-oPalma di Maiorca, mwa-sIbiza, mwa-wMahón e mwa-0Formentera.cite-ref-34[34]

Nel 2010 il porto ha registrato 156 scali crocieristici con 253.000 passeggeri, rispettivamente cresciuti del 9,29% e del 37% anno su anno.cite-ref-35[35]

Aeroporti

La legge sugli aeroporti del 1927, stabilì l'urgenza di dotare la città di un aeroporto, motivo per il quale nell'area del porto fu attrezzato uno spazio utile per l'idroaviazione. Poco tempo più tardi, fu proposto il progetto di realizzare l'aeroporto sulla lingua di terra che separa l'mwa-oAlbufera da Valencia dal mare, in modo che potesse essere utilizzato sia per gli aeroplani che dagli idromobili che dagli aerei terrestri.cite-ref-aeropuestohistoria-36-0[36] L'idea fu poi accantonata per costruire l'mwa-8aeroporto di Manises. Aperto nel marzo del 1933, l'anno successivo fu incluso nell'area doganale e il 1º settembre divenne operativa la prima tratta regolare di collegamento fra Madrid e Valencia.

Dal 2001 al 2003, il numero di passeggeri è aumentata da 2,1 a 4,9 milioni, più che raddoppiatocite-ref-aeropuestodatos-37-0[37] grazie ad un'ampia offerta di compagnie low-cost presenti dal 2003. Nel settembre del 2008, fu inaugurato l'hub secondario di Manises, collegato da autobus, taxi e metropolitana al centro di Valencia, che dista otto chilometri. L'aeroporto ospita voli per tutta la Spagna, l'Europa e le città del Nord Africa. Dal 6 giugno 2009, è iniziato un servizio di quattro voli settimanali per il mwbauJFK Airport di New York.cite-ref-38[38]

Nel secondo decennio del XXI secolo, sono stati aperti i cantieri per i lavori di ampliamento del mwbasterminal, la piattaforma logistica per il trasporto merci e quella per l'aviazione generale, il parcheggio, l'assistenza tecnica per il controllo e il monitoraggio di tali strutture, nonché il nuovo Terminal 2, estensione sul lato est a complemento del terminal regionale.cite-ref-39[39]

Mobilità urbana

Il servizio notturno e diurno di trasporto urbano e extraurbano è gestito dalla Empresa Municipal de Transportes.

Metropolitana

La metro di Valencia è stata la terza rete metropolitana costruita in Spagna, dopo quelle di Madrid e Barcellona ed è seconda per numero di chilometri soltanto a quella della capitale iberica.

La rete gestita dalla municipalizzata mwbboFerrocarrils de la Generalitat Valenciana è la continuazione della rete ferroviaria a mwbbsscartamento ridotto mwbbwTrenet de Valencia, costruita nel mwbb0XIX secolo dalla Sociedad Valenciana de Tranvías per collegare la metropoli con i centri urbani limitrofi.cite-ref-40[40] La società assunse il nome di Compañía de Tranvías y Ferrocarriles de Valenciacite-ref-41[41] e infine quello di Ferrocarriles Españoles de Vía Estrecha.

Negli mwbccanni '80cite-ref-42[42], la rete fu ampliata e convertita per il trasporto metropolitano, arrivando ad avere nel 2015 sei linee sotterranee e tre linee di superficie.cite-ref-43[43]cite-ref-metro3-44-0[44]

Autobus

L'Agenzia per la mobilità di Valencia ha istituito Metropolitan Buses of Valencia (MetroBus), un consorzio di otto vettori di trasporto pubblico locale (AUVACA, EDETANIA BUS, AVSA - Autos Vallduxense, FERNANBUS, Autobuses BUÑOL, Autobuses HERCA, URBETUR e ALSA)cite-ref-metrobus-45-0[45] che gestiscono 58 linee di servizio extraurbano e che possono fornire servizi opzionali di trasporto con i mezzi regolari.cite-ref-metrobus-45-1[45]

La stazione urbana degli autobus si trova a Avenida Menéndez Pidal, da dove si dipartono linee urbane, nazionali e internazionali.cite-ref-46[46] La stazione è servita da un'autorimessa dei taxi e dalla fermato di Turia della MetroValencia.cite-ref-47[47]

Taxi

Valencia è servita da una rete di circa 3.000 taxi di colore bianco, che riportano la dicitura mwbfimwbfmGeneralitat Valenciana e, sulla portiera del conducente, la scritta "Valencia Area". Una luce verde sul tetto dei mezzi indica se sono liberi, mentre un secondo display luminoso indica la tariffa applicata (da 1 a 3).cite-ref-taxi-48-0[48]

Fino agli mwbfkanni '80, i taxi erano di colore nero con una striscia orizzontale gialla lungo l'intero veicolo che sulla portiera lato passeggeri riportava il disegno delle mwbfoarmi della città e il numero di licenza concessa dal Comune. In base al numero finale delle licenze, i taxisti hanno diritto a un giorno di riposo fra il lunedì e il venerdì che varia annualmente, oltre a un giorno nel fine settimana che segue una rotazione settimanale.cite-ref-taxi-48-1[48]

Al 2015, il parco auto circolante era rinnovato in media di cinque anni e da un decennio beneficiava di un contributo del Ministero dei Trasporti iberico, erogato attraverso l'Agencia Valenciana de Movilidad, per l'acquisto di veicoli elettrici e ibridi.cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]

Bicicletta

La comunità autonoma è servita da un tracciato di 160 chilometri di piste ciclabili che collegano le aree periferiche al centro urbano.cite-ref-51[51]

mwbg8Valenbisi è il servizio di mwbhamwbhebike sharing attivato dal comune il 21 giugno 2010 e gestito dalla società mwbhiJCDecaux. Partito con 500 mezzi distribuiti su 50 stazioni, nei cinque anni successivi è arrivato ad avere una rete di 275 stazioni con 2.750 mezzicite-ref-52[52]cite-ref-multas-bici-53-0[53], disponibili in diurna e notturna per 365 giorni all'anno.cite-ref-54[54]

Valencia è attraversata da mwbiaEuroVelo 8, la rotta mediterranea dei tre percorsi di questa rete europea che toccano 3.000 chilometri del territorio iberico.

Amministrazione

Gemellaggi

Valencia è gemellata con:cite-ref-55[55]

Bologna, dal 1976cite-ref-56[56]
Magonza, dal 1976
Sacramento, dal 1989
Odessa, dal 1982
Valencia, dal 1982
Veracruz, dal 1985
Guangzhou, dal 2012
Chengdu, dal 2017
Xi'an, dal 2020

Sport

Il mwbkocalcio è lo sport più popolare. Due sono le squadre principali della città, che giocano in due mwbksstadi differenti. La più antica è il mwbkwLevante Unión Deportiva, fondata nel mwbk01909, che disputa le partite interne nel campo "Ciutat de Valencia"; per i risultati conseguiti, tuttavia, viene posta in secondo piano, a favore dell'altra, il mwbk4Valencia Club de Fútbol. Quest'ultima compagine ha il suo quartier generale nello mwbk8stadio di Mestalla; vanta nel suo mwblapalmarès 6 titoli di mwbleLiga, 8 mwbliCoppe del Re e 7 mwblmcoppe europee.

Dalla sezione mwblupallacanestro del Valencia CF nel mwbly1986 nacque il mwblcValencia Basket Club, sponsorizzato Power Electronics, che milita nella mwblgLiga ACB. Ha in bacheca il titolo di Campione di Spagna nella mwblkstagione 2016-2017, una mwbloCoppa del Re e una mwblsCoppa ULEB, 4 titoli mwblwEurocup.

Valencia ha ospitato nel mwbl42007 e nel mwbl82010 rispettivamente la mwbmatrentaduesima e la mwbmetrentatreesima edizione dell'mwbmiAmerica's Cup di vela. Con oltre 150 anni di storia, è il trofeo sportivo più antico del mondo e riunisce l'eccellenza del mondo della mwbmmvela. La sede è stata scelta soprattutto per il concreto impegno dagli enti locali e nazionali, fattisi garanti della realizzabilità delle strutture idonee; la città è stata così preferita ad altre candidate come mwbmqNapoli e mwbmuMarsiglia. Tra il mwbmy2004 e il 2007, grazie alle regate della mwbmcLouis Vuitton Cup, i migliori equipaggi velici del mondo si sono affrontati nelle acque del porto di Valencia. Il vincitore di questa competizione, l'mwbmgEmirates Team New Zealand, ha poi affrontato il detentore del trofeo, l'equipaggio mwbmksvizzero di mwbmoAlinghi, senza peraltro riuscire a sconfiggerlo.

A circa 20mwbmw km da Valencia sorge l'mwbm0autodromo "Ricardo Tormo", che ospita gare del mwbm4campionato del mondo superbike, mwbm8motomondiale, test di mwbnaFormula 1 e altri campionati minori di auto e moto.

Il 24 agosto 2008 la città ha ospitato il suo primo Gran Premio d'Europa di mwbniFormula 1, su un circuito cittadino ricavato dalle strade nella zona del porto, con i box localizzati presso gli hangar utilizzati dalle squadre della mwbnmLouis Vuitton Cup e della mwbnqXXXII America's Cup.

Ci sono tre club cittadini di rugby: Les Abelles che gioca nella División de Honor, la serie A del rugby in Spagna; il Cau Valencia che gioca nella serie B del rugby spagnolo e il Club de Rugby San Roque.

Soprattutto nei paesi di provincia è famoso l'antico sport popolare della mwbnopilota valenciana. Vi sono altre varianti chiamate mwbnwRaspall e mwbn0Escala i Corda, con regole simili al tennis e allo squash, che si giocano o singolarmente o a coppia.

Curiosità

Il mwboapipistrello (in Valenciano mwboeLo Rat Penat cite-ref-0-57-0[57]) compare come immagine a sormontare molti blasoni, scudi araldici, nonché nei logotipi delle due principali squadre di calcio della città levantina.

Per capire il significato di questo simbolo, che ha un grande valore storico-affettivo per Valencia, occorre tornare indietro nella storia, precisamente al periodo della campagna di conquista della città, allora in mano agli arabi, ad opera di mwbocJaime I il Conquistatore (1238).

Secondo la leggenda maggiormente accreditata, durante l'assedio di Valencia, gli mwbokarabi, che utilizzavano i pipistrelli per scacciare le mwboozanzare, pensavano che, finché i pipistrelli avessero volato per tutta la notte, la città sarebbe stata protetta e non sarebbe stata sconfitta. Secondo la leggenda, uno di questi pipistrelli raggiunse il campo cristiano, dove si trovavano Jaime I e le sue truppe mwbosaragonesi, accampati in quella che oggi è la zona di Ruzafa, al di fuori dell’antica cinta muraria della città.

Si racconta che il pipistrello sbatté le ali con forza contro un mwbo4tamburo e fece cadere alcune armi a terra, segnalando così l’avvicinarsi del nemico. Jaime I il Conquistatore uscì vittorioso e, in segno di ricompensa e gratitudine, pose il pipistrello sul proprio elmo e sullo scudo reale.

Da quel momento, il ruolo del pipistrello salvatore sarebbe andato oltre la leggenda, occupando un posto nella storia e nell'iconografia della cittàcite-ref-0-57-1[57].

Note

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Voci correlate
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• Wikinotizie contiene l'articolo Benedetto XVI è a Valencia per il V incontro mondiale delle famiglie, 8 luglio 2006

Collegamenti esterni

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